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| Adsl, offerte con bollino |
17/11/2008 |
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Una connessione a banda larga che va a passo di lumaca, l'illusione dei 20 megabitr al secondo che svanisce in pochi secondi. E' un'esperienza che accomuna un esercito di navigatori italiani, utenti alle prese, a ritmo quotidiano, con i disservizi dei fornitori internet e le promesse tradite delle campagne pubblicitarie. Adesso l'Authoriy per le comunicazioni, in veirtà con qualche anno di ritardo rispetto al boom dell'Adsl su rete fissa, vuole imporre una drastica conversione. Un nuovo sistema, annuncia il Garante, "permetterà ai consumatori di conoscere in totale trasparenza sia le prestazioni dell'offerta di connessione a internet di ciascun operatore, sia le effettive prestazioni del proprio accesso una volta attivato il servizio."
Operatori e provider, impone l'Autorità, "dovranno indicare nelle informazioni la velocità minima risultante dalle misurazioni effettuate, definita come banda disponibile in download nel 95% dei casi, mentre offi le offerte pubblicizzate indicano solo la velocità massima teorica".
Nessuna indicazione invece per chi trasmette dati via web (upload).
In una fase successiva, sarà disponibile un servizio gratuito di verifica delle reali prestazioni della propria linea di accesso. Ad occuparsene sarà un soggetto indipendente che, coordinato dall'Autorità, avrà il compito di effettuare l'attività di misurazione.
Oggi solo una manciata di piccoli provider comunica ai clienti la banda minima garantita, gli altri si fregiano di velocità di connessioni stratosferiche (ma solo sulla carta). La velocità effettiva, infatti, dipende dal livello di saturazione delal rete, un dato legato anche al numero di untenti connesso delle diverse ore della giornata. Secondo analisi e confronti internazionali citati dai consumatori, sotto questo profilo l'Italia ha una tra le performance peggiori d'Europa, con velocità effettive inferiori di oltre cinque volte a quelle teoriche.
Finora l'Autorità non era andata oltre delle indicazioni attraverso la delibera 131 del 2006, che non stabilisce nè una velocità minima di connessione, nè una qualità minima del servizio, ma spiega come elaborare una Carta dei servizi e stabilisce parametri che un gestore deve considerare nella valutazione della qualità del proprio servizio di accesso.
Sulla banda larga, intanto, rischia di aprirsi una faida tra operatori di rete fissa, gestori mobili e broadcaster. Tutto deriva da un emendamento che ha modificato la norma del Ddl 1082 che stanzia 800 milioni contro il "digital divide". Oltre che alla rete fissa, le risorse saranno destinate anche alla banda larga mobile e "alla completa digitalizzazione delle reti di diffusione". Una postilla che, secondo un'interpretazione estensiva della norma, finirebbe per aprire il plafond da 800 milioni anche alle emittenti televisive (Rai, Mediaset, La7), impegnate nella transizione al sistema digitale terrestre. Una sorta di "blitz" dell'ultim'ora che non piace ai sostenitori della nuova rete di telecomunicazioni a larghissima banda.
Fonte : Sole 24 Ore di Sabato 16 Novembre
Articolo redatto da Carmine Fontana |
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